Vuoi che non legga neanche un libro di Chiara Gamberale che piace a tutti/e, e che vende milioni di copie? Non è una gran motivazione, però qualche mese fa mi sono resa conto della mia lacuna per quanto riguarda le scrittrici italiane contemporanee. A me le lacune non piacciono, non mi va di perdermi qualcosa, anche se poi magari scopro che quel qualcosa potevo anche perdermelo. Passo in una delle librerie della città e vedo che “Per 10 minuti” è lì nella bacheca delle promozioni, ha questo titolo leggero e questa copertina che mi ricorda una giornata di vacanza. Lo prendo. Non è una storia avvincente, di quelle che ti fanno stare con il cuore in mano e divorare le pagine in un giorno. La protagonista è una scrittrice in crisi con il marito, con un sacco di insicurezze ma anche tanti amici, una famiglia è un bel po' di soldi che le permettono di essere depressa il giusto. Difficile non affezionarsi a questa ragazza di quasi 40 anni, che per superare un momentaccio deve trovare 10 minuti al giorno da dedicare a qualcosa di nuovo. E’ una psicologa che glielo consiglia. Però quei 10 minuti sono un pretesto per non piangersi addosso, per staccarsi da un problema è concentrarsi su altro, su altro in generale, basta che sia un altro tutto nuovo, da sperimentare. E funziona per uscire da un baratro, per ritrovare nuovi stimoli e fare una scelta. Tra un 10 minuti camminando all'indietro e 10 passato ad ascoltare una mamma che parla di sé (una mamma che sembra un’altra persona da quella conosciuta…bastava ascoltarla), Chiara si rialza, inizia a prendersi delle nuove responsabilità, come seguire Ato, e analizzare un matrimonio ed un marito che non erano esattamente quelli delle favole. Alla fine l’happy-end è da favola. E questa è solo una bella storia.

Nella sua semplicità il racconto resta, ogni personaggio regala un sorriso, e Chiara con tutte le sue insicurezze ci insegna qualcosa, come la necessità di sapere chi siamo e cosa vogliamo. È un bel libro sulla consapevolezza. O sull’imparare un po’ alla volta ad essere consapevoli, a maturare e a cambiare prospettiva.

 

Vuoi che non legga neanche un libro di Chiara Gamberale che piace a tutti/e, e che vende milioni di copie? Non è una gran motivazione, però qualche mese fa mi sono resa conto della mia lacuna per quanto riguarda le scrittrici italiane contemporanee. A me le lacune non piacciono, non mi va di perdermi qualcosa, anche se poi magari scopro che quel qualcosa potevo anche perdermelo. Passo in una delle librerie della città e vedo che “Per 10 minuti” è lì nella bacheca delle promozioni, ha questo titolo leggero e questa copertina che mi ricorda una giornata di vacanza. Lo prendo. Non è una storia avvincente, di quelle che ti fanno stare con il cuore in mano e divorare le pagine in un giorno. La protagonista è una scrittrice in crisi con il marito, con un sacco di insicurezze ma anche tanti amici, una famiglia è un bel po' di soldi che le permettono di essere depressa il giusto. Difficile non affezionarsi a questa ragazza di quasi 40 anni, che per superare un momentaccio deve trovare 10 minuti al giorno da dedicare a qualcosa di nuovo. E’ una psicologa che glielo consiglia. Però quei 10 minuti sono un pretesto per non piangersi addosso, per staccarsi da un problema è concentrarsi su altro, su altro in generale, basta che sia un altro tutto nuovo, da sperimentare. E funziona per uscire da un baratro, per ritrovare nuovi stimoli e fare una scelta. Tra un 10 minuti camminando all'indietro e 10 passato ad ascoltare una mamma che parla di sé (una mamma che sembra un’altra persona da quella conosciuta…bastava ascoltarla), Chiara si rialza, inizia a prendersi delle nuove responsabilità, come seguire Ato, e analizzare un matrimonio ed un marito che non erano esattamente quelli delle favole. Alla fine l’happy-end è da favola. E questa è solo una bella storia.

Nella sua semplicità il racconto resta, ogni personaggio regala un sorriso, e Chiara con tutte le sue insicurezze ci insegna qualcosa, come la necessità di sapere chi siamo e cosa vogliamo. È un bel libro sulla consapevolezza. O sull’imparare un po’ alla volta ad essere consapevoli, a maturare e a cambiare prospettiva.

 
E se bastassero davvero 10 minuti al giorno?


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