La storia è quella di una madre, una donna, che sparisce nel nulla in una stazione della metropolitana. Siamo a Seul. Prenditi cura di lei è il primo romanzo scritto da Kyung-Sook Shin. Quello che mi ha colpito è come questo racconto fatto di frammenti, ogni pezzo è il ricordo ed il racconto dei figli e del marito, ricorda una donna scoprendo riga dopo riga una madre e una moglie diversa da quella con cui una famiglia è cresciuta. Una madre che aveva dei segreti. Lei è una contadina povera, che ha dedicato tutta la vita alla famiglia, ai figli. Che quando li va a trovare li riempie di cibo e attenzioni. E’ una madre. Nessuno di loro però si è accorto che questa madre e moglie sta male da tempo, solo ripensando a diversi episodi, ai dettagli, quelli che spesso mettiamo da parte, quasi resettiamo, emergono momenti bui, emicranie lancinanti. Ed ecco i sensi di colpa, quelle continue ricerche appendendo volantini ovunque che non portano a nulla. Questa donna minuta, dai capelli color argento, aveva tenuto insieme la famiglia, aveva accettato da giovane un marito che la tradiva e se ne stava lontano per mesi, aveva accettato anche l’indifferenza dei figli cresciuti e la solitudine. Aveva avuto un amico segreto, un uomo che aveva aiutato quando si era trovato vedovo con un bambino di poche settimane. Frequentava un orfanotrofio, dove andava a dare una mano, tra bambini in fasce e ragazzine alle quali faceva leggere i libri della figlia famosa, la scrittrice. Lei era analfabeta. Tutti piccoli grandi segreti. Per tutta una vita se n’era stata in disparte, tanto in disparte da annullarsi, da non essere notata. Tanto da perdersi tra la folla della metropolitana e dileguarsi nel nulla. E’ una storia profonda, che ci ricorda quanto siano importanti le persone con cui viviamo, con cui cresciamo. Insegna ad apprezzare anche le piccole cose, a non dare per scontato quello che gli altri fanno per noi.       La storia è quella di una madre, una donna, che sparisce nel nulla in una stazione della metropolitana. Siamo a Seul. Prenditi cura di lei è il primo romanzo scritto da Kyung-Sook Shin. Quello che mi ha colpito è come questo racconto fatto di frammenti, ogni pezzo è il ricordo ed il racconto dei figli e del marito, ricorda una donna scoprendo riga dopo riga una madre e una moglie diversa da quella con cui una famiglia è cresciuta. Una madre che aveva dei segreti. Lei è una contadina povera, che ha dedicato tutta la vita alla famiglia, ai figli. Che quando li va a trovare li riempie di cibo e attenzioni. E’ una madre. Nessuno di loro però si è accorto che questa madre e moglie sta male da tempo, solo ripensando a diversi episodi, ai dettagli, quelli che spesso mettiamo da parte, quasi resettiamo, emergono momenti bui, emicranie lancinanti. Ed ecco i sensi di colpa, quelle continue ricerche appendendo volantini ovunque che non portano a nulla. Questa donna minuta, dai capelli color argento, aveva tenuto insieme la famiglia, aveva accettato da giovane un marito che la tradiva e se ne stava lontano per mesi, aveva accettato anche l’indifferenza dei figli cresciuti e la solitudine. Aveva avuto un amico segreto, un uomo che aveva aiutato quando si era trovato vedovo con un bambino di poche settimane. Frequentava un orfanotrofio, dove andava a dare una mano, tra bambini in fasce e ragazzine alle quali faceva leggere i libri della figlia famosa, la scrittrice. Lei era analfabeta. Tutti piccoli grandi segreti. Per tutta una vita se n’era stata in disparte, tanto in disparte da annullarsi, da non essere notata. Tanto da perdersi tra la folla della metropolitana e dileguarsi nel nulla. E’ una storia profonda, che ci ricorda quanto siano importanti le persone con cui viviamo, con cui cresciamo. Insegna ad apprezzare anche le piccole cose, a non dare per scontato quello che gli altri fanno per noi.      
PRENDITI CURA DI LEI, un viaggio in fondo al cuore!


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