Per molti  TESTI è uno dei tanti negozi che si affaccia in centro storico a Padova, in via Santa Lucia, per altri è il posto dove i genitori li hanno portati a scegliersi il primo gioco o regalo di compleanno per qualche amico o amica, un piccolo paese dei balocchi (magari fermandoci all’era prima dei tablet, per i figli degli anni ’70-’80-90 e a ritroso). Io faccio parte del secondo gruppo. Sono una di quelle persone che, quando da piccola sentiva la parola “negozio di giocattoli”, sapeva che era Testi. Qui i miei nonni venivano a prendermi i regali di Natale o compleanno, qui mia nonna ha preso la prima bambola per mia figlia, una bambola speciale, di produzione francese, che ho potuto mettere subito nella culla, perché tutta di stoffa bianca e rosa (una di quelle chicche che non trovi negli ipermercati o nei grossi store di giochi…). Qui sono tornata a prendere i primi giochi, la scatola di Lego piuttosto che il gioco da mettere nella vasca per i bagnetto. Certo la concorrenza in città non manca (anzi mancava visto che in due mesi ha chiuso il negozio Immaginarium e anche Disney Store). E poi questi 136 anni di rapporto con il cliente, ma anche attaccamento alla città si sentivano nell’aria appena entrati, si vedevano nelle tante collaborazioni. E’ stata di Testi l’idea di proporre un corner gioco all’interno del Pedrocchi e poi partecipare alle manifestazioni in città, come il Sugarpulp, trovando un filone molto amato, come quello di Star Wars (chi non si è fermato a guardare le vetrine a tema?). Con questa chiusura se ne va un pezzo della storia di Padova, quello fatto di quel mondo di commercianti che amavano parlare con la gente, che ci tenevano a far parte delle manifestazioni, che ci tenevano a far parte della città. Lo ammetto, in queste ultime settimane non ho avuto il coraggio di entrare e approfittare degli sconti, mi viene troppa tristezza. Non ce la faccio. E Con Testi chiude anche una parentesi di ricordi. Tutti belli.   Erika Bollettin Per molti  TESTI è uno dei tanti negozi che si affaccia in centro storico a Padova, in via Santa Lucia, per altri è il posto dove i genitori li hanno portati a scegliersi il primo gioco o regalo di compleanno per qualche amico o amica, un piccolo paese dei balocchi (magari fermandoci all’era prima dei tablet, per i figli degli anni ’70-’80-90 e a ritroso). Io faccio parte del secondo gruppo. Sono una di quelle persone che, quando da piccola sentiva la parola “negozio di giocattoli”, sapeva che era Testi. Qui i miei nonni venivano a prendermi i regali di Natale o compleanno, qui mia nonna ha preso la prima bambola per mia figlia, una bambola speciale, di produzione francese, che ho potuto mettere subito nella culla, perché tutta di stoffa bianca e rosa (una di quelle chicche che non trovi negli ipermercati o nei grossi store di giochi…). Qui sono tornata a prendere i primi giochi, la scatola di Lego piuttosto che il gioco da mettere nella vasca per i bagnetto. Certo la concorrenza in città non manca (anzi mancava visto che in due mesi ha chiuso il negozio Immaginarium e anche Disney Store). E poi questi 136 anni di rapporto con il cliente, ma anche attaccamento alla città si sentivano nell’aria appena entrati, si vedevano nelle tante collaborazioni. E’ stata di Testi l’idea di proporre un corner gioco all’interno del Pedrocchi e poi partecipare alle manifestazioni in città, come il Sugarpulp, trovando un filone molto amato, come quello di Star Wars (chi non si è fermato a guardare le vetrine a tema?). Con questa chiusura se ne va un pezzo della storia di Padova, quello fatto di quel mondo di commercianti che amavano parlare con la gente, che ci tenevano a far parte delle manifestazioni, che ci tenevano a far parte della città. Lo ammetto, in queste ultime settimane non ho avuto il coraggio di entrare e approfittare degli sconti, mi viene troppa tristezza. Non ce la faccio. E Con Testi chiude anche una parentesi di ricordi. Tutti belli.   Erika Bollettin
TESTI CHE CHIUDE… DOPO 136 ANNI


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