(pubblicato sul mensile Gente Pocket Febbraio 2019) Quattro anni fa apriva in via Barbarigo Lìbrati- La libreria delle donne, un posto dove trovare qualcosa di bello da leggere, ma non proprio tutto, dove si presentano nuovi titoli, con una selezione accurata, e dove sono nati progetti, tanti, legati alla scrittura, e non solo. Tutto nasce da Ilaria Durigon e Laura Capuzzo, che si sono conosciute all’università, tra loro è nata un’amicizia e l’inizio di un progetto partito nel web con il blog www.femminileplurale.wordpress.com, dove confrontarsi con il mondo delle donne, nelle sue molteplici sfaccettature, culturale, politico e sociale. Poi il sogno, quello di avere un luogo “fisico” dove incontrarsi e condividere e, perché no, condividere attraverso i libri, le storie e le persone. Lìbrati è una libreria dedicata alle donne come quelle nate negli anni ’70. Un luogo di cultura dove si trovano autrici e storie, selezionate accuratamente, con un occhio di riguardo verso il contemporaneo e le piccole case editrici, dove ci si ritrova a discute anche di diritti, di argomenti d’attualità. Un posto bello e accogliente, dove poter trascorrere in serenità il proprio tempo libero. Cos’è cambiato in questi quattro anni dal vostro progetto iniziale? Poco, nel senso che il nostro progetto legato ad una libreria che desse come alternativa titoli legati a scrittrici donne resta, così come gli eventi egli appuntamenti, che a dire il vero sono diventati sempre più numerosi, con un pubblico vario che ci segue. Agli incontri e le presentazioni abbiamo aumentato l’offerta con i corsi, come ad esempio di workshop come “Meditazione e scrittura di sé” e poi siamo la sede dell’associazione Virginia Wolf, che promuove una scuola di scrittura creativa. Qualcosa di nuovo c’è, alla selezione di graphic novel e un piccolo assortimento per bambine e bambini contro gli stereotipi di genere, abbiamo anche una selezione di narrativa scritta da uomini. Sono titoli classici e contemporanei, che amiamo e che abbiamo pensato dovessero avere uno spazio anche da noi. Potete trovare Julien Cracq o Mentre Morivo dello scrittore statunitense William Faulkner, e qualcosa di più. Voi fate delle scelte accurate legate anche alle case editrici? Si, lavoriamo molto bene con le case editrici medio piccole, che da sempre offrono una selezione di alta qualità. In particolare cerchiamo di dare spazio al territorio. Ad esempio con Cleup, casa editrice padovana, abbiamo collaborato e pubblicato Le geografie della distanza, una raccolta di racconti di donne sul tema del viaggio inteso come movimento vitale nello spazio o nel tempo, con la prefazione di Dacia Maraini. Già da tre anni promoviamo un concorso di racconti, aperto a tutti, e poi selezioniamo le storie più meritevoli e le pubblichiamo, nel 2018 lo abbiamo fatto con la casa editrice Apogeo Edizioni, che ha sede a Adria. La nostra è una collaborazione attiva. A chi entra per la prima volta da Lìbrati che titoli consigliereste? La scelta è ardua, ce ne sono parecchi. Sicuramente I Rabdomanti di Margaret Laurence edito da Nutrimenti, La Vergogna di Annie Ernaux uscito con L’Orma, poi E Venni al Mondo di Barbara Buoso della casa editrice Apogeo, e Althenopis di Fabrizia Ramondino di Einaudi editore.   (pubblicato sul mensile Gente Pocket Febbraio 2019) Quattro anni fa apriva in via Barbarigo Lìbrati- La libreria delle donne, un posto dove trovare qualcosa di bello da leggere, ma non proprio tutto, dove si presentano nuovi titoli, con una selezione accurata, e dove sono nati progetti, tanti, legati alla scrittura, e non solo. Tutto nasce da Ilaria Durigon e Laura Capuzzo, che si sono conosciute all’università, tra loro è nata un’amicizia e l’inizio di un progetto partito nel web con il blog www.femminileplurale.wordpress.com, dove confrontarsi con il mondo delle donne, nelle sue molteplici sfaccettature, culturale, politico e sociale. Poi il sogno, quello di avere un luogo “fisico” dove incontrarsi e condividere e, perché no, condividere attraverso i libri, le storie e le persone. Lìbrati è una libreria dedicata alle donne come quelle nate negli anni ’70. Un luogo di cultura dove si trovano autrici e storie, selezionate accuratamente, con un occhio di riguardo verso il contemporaneo e le piccole case editrici, dove ci si ritrova a discute anche di diritti, di argomenti d’attualità. Un posto bello e accogliente, dove poter trascorrere in serenità il proprio tempo libero. Cos’è cambiato in questi quattro anni dal vostro progetto iniziale? Poco, nel senso che il nostro progetto legato ad una libreria che desse come alternativa titoli legati a scrittrici donne resta, così come gli eventi egli appuntamenti, che a dire il vero sono diventati sempre più numerosi, con un pubblico vario che ci segue. Agli incontri e le presentazioni abbiamo aumentato l’offerta con i corsi, come ad esempio di workshop come “Meditazione e scrittura di sé” e poi siamo la sede dell’associazione Virginia Wolf, che promuove una scuola di scrittura creativa. Qualcosa di nuovo c’è, alla selezione di graphic novel e un piccolo assortimento per bambine e bambini contro gli stereotipi di genere, abbiamo anche una selezione di narrativa scritta da uomini. Sono titoli classici e contemporanei, che amiamo e che abbiamo pensato dovessero avere uno spazio anche da noi. Potete trovare Julien Cracq o Mentre Morivo dello scrittore statunitense William Faulkner, e qualcosa di più. Voi fate delle scelte accurate legate anche alle case editrici? Si, lavoriamo molto bene con le case editrici medio piccole, che da sempre offrono una selezione di alta qualità. In particolare cerchiamo di dare spazio al territorio. Ad esempio con Cleup, casa editrice padovana, abbiamo collaborato e pubblicato Le geografie della distanza, una raccolta di racconti di donne sul tema del viaggio inteso come movimento vitale nello spazio o nel tempo, con la prefazione di Dacia Maraini. Già da tre anni promoviamo un concorso di racconti, aperto a tutti, e poi selezioniamo le storie più meritevoli e le pubblichiamo, nel 2018 lo abbiamo fatto con la casa editrice Apogeo Edizioni, che ha sede a Adria. La nostra è una collaborazione attiva. A chi entra per la prima volta da Lìbrati che titoli consigliereste? La scelta è ardua, ce ne sono parecchi. Sicuramente I Rabdomanti di Margaret Laurence edito da Nutrimenti, La Vergogna di Annie Ernaux uscito con L’Orma, poi E Venni al Mondo di Barbara Buoso della casa editrice Apogeo, e Althenopis di Fabrizia Ramondino di Einaudi editore.  
Un viaggio da Librati da Ilaria e Laura


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