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Controcanto: musica, un gatto e un omicidio

Se dovessi trovare le parole chiave che mettono in relazione diretta l’autrice al suo secondo libro direi: l’amore per i gatti, la musica, la città di Torino e la necessità di cercare in ogni cosa, anche nelle storie d’amore sbagliate, qualcosa di positivo. Sonia Sacrato è tornata in libreria alla fine del lockdown con “Controcanto – il ritorno del gatto Pablo” che arriva dopo La mossa del Gatto, entrambi di Golem Edizioni. Un ritorno che riporta la professoressa di storia dell’arte a mettere insieme i tasselli di una morte non casuale, anche se le storie che si intrecceranno sono due, e il caso da risolvere alla fine sarà quello di un omicidio. Cloe Damiani, nonostante i sui quarant’anni suonati ama gli anfibi e la musica rock, dopo una storia d’amore che l’ha sfinita si ritrova a fare le valigie per lasciare Torino e tornare a Padova, sua città d’origine. Con lei c’è sempre il fido gatto Pablo, che la segue sempre e nonostante la sua pigrizia, riesce a mettere lo zampa, nel vero senso della parola, nella vita della padrona quando si trova nei guai. E Cloe nei guai ci si ritrova spesso. Le storie che si intrecciano sono due: da una parte riappare un vecchio violino, lasciato nel deposito di un corriere e recuperato da Cristina, l’amica di Cloe che la ospita a casa sua, un oggetto prezioso che nasconderà la vicenda di una ragazza morta nell’incendio del cinema Statuto di Torino. Sarà Alex, un aspirante giornalista a chiedere alla professoressa di aiutarlo a scoprire cosa nasconde lo strumento, e sarà sempre il giovane a presentare Cloe al proprietario di un locale di drag queen. La seconda storia invece riguarda una “regina della notte” trovata morta in un’auto incendiata, da qui partiranno le indagini della polizia che si intrecceranno con quelle dei due “investigatori” alle prime armi. Saranno i dettagli a far mettere insieme i tanti pezzi del puzzle, poi un detective affascinate farà la sua parte, perché un po’ di fortuna amorosa finalmente Cloe riesce a trovarla, o almeno sembra. Il libro si legge in poche ore, tra le righe si ritrova non solo la storia ma anche un po’ dell’autrice, che la musica e gli anfibi in pelle li ama davvero.