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Di domenica succedono tante cose. La prima: si tira il freno a mano dopo una lunga settimana, dove a dettare i ritmi sono lavoro, famiglia e affini. Non succede a tutti, c’è chi lavora nei centri commerciali, nei ristoranti, nel turismo (parliamo sempre in “tempi non pandemici”), c’è anche chi fa il giornalista per un quotidiano, e si sa, i quotidiani escono anche il lunedì. Ma in qualche modo, magari a fasce orarie, di domenica tutti rallentiamo un po’. Lo facciamo perché ne abbiamo bisogno, perché possiamo spegnere la sveglia senza sensi di colpa, stare in tuta, fermarci a giocare con i nostri figli o, molto semplicemente fare qualcosa che ci piace senza l’ansia dell’orologio. Dalla corsa al giardinaggio, dal cucinare a starsene in poltrona a leggere un libro, recuperare le lavatrici perdute della settimana. Di domenica si può essere più generosi con se stessi. La regola non scritta vale anche per me: di domenica riesco a fermarmi e pensare, magari a quello che è capitato nei giorni della settimana, bella o brutta che sia stata. E’ il giorno in cui metabolizzo gli eventi, le questioni che ho dovuto lasciare in sospeso. E’ il giorno in cui ho deciso di scrivere per me e, se vorrete, anche per voi. Non c’è un tema. Di domenica si va a briglia sciolta!!!