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La Biancaneve di CREST

Walt Disney è stato bravissimo, ha preso fiabe e racconti della tradizione, e li ha illustrati a misura di bambino (e famiglia, direi di mamma apprensiva). Il risultato sono dei cartoni animati indimenticabili (ancora ricordo la prima volta che vidi al cinema La Bella e la Bestia), con protagoniste sempre bellissime (o cattivissime) e finali perfetti. Ben distanti dalla realtà. Ma anche le storie originali erano ben diverse. La compagnia teatrale CREST di Taranto ha scelto di raccontare la vera storia di Biancaneve e l’ha fatto con una certa grinta, con una Biancaneve bellissima e una mamma bellissima e cattivissima. Attenzione non è la matrigna, ma la mamma. Non è un passaggio da poco, perché mette davanti ai bambini ad una realtà scomoda: esistono mamme cattive, che non giocano con i propri figli e arrivano ad ucciderli. In questo caso ci prova ben tre volte. Questi sono dettagli che alcuni genitori hanno trovato esasperati (pochissimi), ma sono stati raccontati con una poesia e una bravura scenica che posso assicurare che non potevano scioccare nessuno, emozionare di certo e far riflettere, ma il teatro non deve solo intrattenere. Diciamo che questo racconto scenico è adatto a bambini dai 6 anni in su, per lo più che possano cogliere bene la storia. Biancaneve ama la madre, la imita nei suoi giochi di bellezza, nonostante non giochi con lei, nonostante tutto. La ammira, si fida di lei finché il cacciatore la mette in guardia. Il narratore, è uno dei nani e racconta i vari episodi con un accento altoatesino, che da una parte fa simpatia, dall’altra, con la sua naturale durezza, riesce a riportare il giovane pubblico a momenti di riflessione. Racconta che i 7 nani sono dei superstiti, gli altri sono morti in un incidente in miniera, il più giovane era un orfano che non aveva mai avuto una famiglia, e rivede in Biancaneve una mamma. I temi affrontati sono molti, non c’è solo il rapporto madre-figlia. Il finale è duplice, un po’ come la vita reale, Biancaneve sposa il suo principe, ma la madre viene punita dal popolo e costretta a portare le scarpe roventi delle streghe, che la porteranno alla morte. L’unica parte che forse non ho apprezzato del tutto è stata la colonna sonora, alcuni brani non li ho trovati adatti, diciamo pure stonati. Gli attori bravi, tutti. Lo spettacolo è stato ospite al Festival Teatro Ragazzi di Padova.